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CAPITOLO 1 - Benedetta bambina, bambina benedetta

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     Fino alla morte di suo padre, Benedetta è una bambina felice e vivace. Dicono di lei che fosse allegra, sveglia, sbarazzina. Forse troppo, visto che, quando aveva otto mesi, in un momento di particolare agitazione la culla si rovesciò sopra di lei formando una sorta di gabbia; sarebbe morta soffocata se sua sorella Madeleine non l'avesse prontamente liberata. A diciotto mesi, gattonando, infilò la testa nell'inferriata della porta: dovettero romperla per liberarla (l'inferriata, non la testa). Qualche tempo dopo, si nascose sotto il letto dei genitori e s'incastrò così bene che dopo molti sforzi infruttuosi fu necessario farla uscire tirandola per i capelli, non senza dolore. Insomma, questa bambina non stava mai ferma. Gli storici cercarono gli episodi un po' più significativi e trovarono questi, che sono sicuramente autentici, anche perché li appresero dalla sua stessa voce. Si racconta che una volta intervenne anche il parroco per calmarla con qualche benedi...

CAPITOLO 1 - L'ambiente

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L'ambiente in cui nacque e crebbe Benedetta Rencurel era costituito da famiglie di contadini. L'educazione era per tutti cristiana, anche se assai rudimentale, visto che la maggior parte della gente era analfabeta e quasi nessun bambino andava a scuola. La pratica religiosa si riduceva alla recita di alcune preghiere (Pater, Ave, Credo) durante il giorno, e alla Messa alla domenica, nella quale coloro che si comunicavano erano una minoranza. Delle preghiere si imparavano a memoria le tre o quattro fondamentali, ed era la vita della parrocchia a segnare le tappe di istruzione di questa gente: le missioni popolari, le confraternite, i mesi di maggio, le devozioni, le Messe festive plasmavano e ritmavano la crescita del popolo, che veniva a conoscere qualche rudimento di storia, di geografia, di scienza attraverso la voce dei padri predicatori di passaggio, le visite dei vescovi, i racconti popolari. I vescovi di Gap e di Embrun furono, in questo periodo, ottimi restauratori e...

CAPITOLO 1 - Il villaggio

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     Il villaggio di Saint-Étienne, dove nacque Benedetta, annoverava circa un migliaio di abitanti, non di più. Erano tutti più o meno poveri, non vi era istruzione, l'età media della vita era bassa, la mortalità infantile elevata. Le famiglie che potevano disporre del pane quotidiano erano decisamente poche. Orfani e vedove si vedevano sovente costretti a mendicare e si affidavano alla bontà dei compaesani per poter sopravvivere. La gente più povera raccattava e mangiava anche quanto si trovava nei boschi: ghiande, radici, felci, foglie, cortecce ed erbe. Vi erano in tutto il villaggio solo due paia di buoi per arare i campi. Il terreno era suddiviso in appezzamenti minuscoli, che nutrivano qualche decina di pecore e di capre. Il fondovalle era riservato al grano, alla segale, a qualche verdura e alla canapa. Vi erano poi terreni boscosi, che fornivano materiale da costruzione, e qualche vigna. Questa era la situazione, e nessuno se ne lamentava, perché era così: la v...

CAPITOLO 1 - La famiglia

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       I genitori di Benedetta si chiamavano Guillaume Rencurel e Catherine Matheron. Si erano sposati nel 1643 o nel 1644. I documenti d'allora non sono del tutto precisi, per esempio non possiamo stabilire con esattezza il giorno della nascita di Benedetta. Si sa per certo quando fu battezzata: il 17 settembre 1647, nella parrocchia di Saint-Étienne, dal parroco don Jean Fraisse, perché naturalmente i parroci registravano i battesimi nei loro libroni parrocchiali. In questi sperduti paesini di montagna, raggiunti dai messi del governo distrettuale solo ogni tanto, probabilmente funzionava da anagrafe più l'ufficio parrocchiale che non gli uffici pubblici della città. E siccome i bambini all'epoca venivano battezzati di regola il giorno dopo la nascita, è da pensare che con ogni probabilità Benedetta sia nata il 16 settembre, giorno dei santi martiri Cornelio e Cipriano. Quando Benedetta viene al mondo, trova in casa già una sorellina, Madeleine, che al tempo ha...

CAPITOLO 1 - In clima di guerra

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    Per comprendere il periodo storico in cui visse Benedetta non possiamo non parlare delle lotte religiose tra cattolici e protestanti che devastarono la terra di Francia nei decenni che precedettero la nascita di Benedetta Rencurel. Esse scoppiarono dopo l'avvento di Martin Lutero e furono la causa di un clima di odio, sospetti, violenze e morti che turbarono profondamente la società francese di quel tempo. I protestanti (detti in Francia « ugonotti », traslitterazione di un termine tedesco che significa « confederato ») infiammarono la società scatenando una vera e propria guerra civile, causando qua e là altrettanto feroci reazioni da parte di gruppi di cattolici, con morti, devastazioni, distruzioni. La violenza di queste guerre costò alla Chiesa di Francia della fine del '500 l'uccisione di più di ottomila preti e religiosi; d'altra parte furono però uccisi anche diversi protestanti, basti pensare alla famosa strage della « notte di San Bartolomeo » (23-24 agos...

CAPITOLO 1 - Infanzia e giovinezza

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  Benedetta Rencurel nacque il 16 settembre 1647 in un paesino che porta il nome di santo Stefano, primo martire: Saint-Étienne d'Avançon (oggi Saint-Étienne-le-Laus), nelle Alpi Marittime francesi. La città capoluogo del distretto è Gap; non siamo lontani da Grenoble (circa 100 chilometri), ma nemmeno da Marsiglia (circa 200 chilometri) e, al di là delle Alpi Marittime francesi, da Torino (non più di 150 chilometri). Il paese si trova a circa 900 metri d'altitudine, ben riparato dalle montagne, per cui fa freddo d'inverno, ma in primavera e in estate il clima è assai gradevole. Centocinquant'anni dopo le apparizioni di Laus la Vergine tornò da quelle parti, a La Salette, non lontano (circa 55 chilometri). Ma mentre a Laus l'apparizione durò tutta la vita della veggente, a La Salette la Madonna si fece vedere una sola volta, il 19 settembre 1846. Si assomigliano tra loro i veggenti delle due manifestazioni mariane, Melania e Massimino a La Salette, Benedetta a La...

Presentazione

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Le origini di una ricerca Sentii parlare delle apparizioni della Vergine a Laus quasi casualmente. Con un gruppo di pellegrini si doveva andare a La Salette, in Francia, dove la Madonna aveva parlato a due pastorelli nel 1846. All'organizzatore venne in mente di abbinare anche una sosta a Laus dove la Madonna era apparsa, venni a sapere, a una donna di nome Benedetta (Benoîte) Rencurel, addirittura per cinquantaquattro anni consecutivi, e dal momento che tra i due luoghi vi erano solo poche decine di chilometri di distanza, sarebbe stato bello poter unire le due tappe mariane. Fu così che cercai qualcosa per prepararmi, dovendo illustrare ai pellegrini la storia di queste apparizioni e il loro messaggio, delle quali non sapevo niente. Fui sorpreso di non trovare quasi nulla; riuscii a rintracciare solo un libro della Casa Editrice Shalom (Nostra Signora di Laus) 1 . Non avendo altro, cercai di imbastire un discorso e partimmo. Ci fermammo a Laus solo una giornata, perché la ...