Presentazione
Le origini di una ricerca
Sentii parlare delle apparizioni della Vergine a Laus quasi casualmente. Con un gruppo di pellegrini si doveva andare a La Salette, in Francia, dove la Madonna aveva parlato a due pastorelli nel 1846. All'organizzatore venne in mente di abbinare anche una sosta a Laus dove la Madonna era apparsa, venni a sapere, a una donna di nome Benedetta (Benoîte) Rencurel, addirittura per cinquantaquattro anni consecutivi, e dal momento che tra i due luoghi vi erano solo poche decine di chilometri di distanza, sarebbe stato bello poter unire le due tappe mariane.
Fu così che cercai qualcosa per prepararmi, dovendo illustrare ai pellegrini la storia di queste apparizioni e il loro messaggio, delle quali non sapevo niente. Fui sorpreso di non trovare quasi nulla; riuscii a rintracciare solo un libro della Casa Editrice Shalom (Nostra Signora di Laus)1. Non avendo altro, cercai di imbastire un discorso e partimmo. Ci fermammo a Laus solo una giornata, perché la meta principale rimaneva La Salette, sul cui messaggio ero decisamente più preparato.
Ci trovammo immersi in un posto incantevole, circoscritto, solare, con la chiesa, i luoghi delle apparizioni, e poca gente. Era una giornata estiva e tutto, in quel luogo, ci parlò di pace, di soavità, di leggerezza. Commentammo un poco il messaggio della Vergine, la vita della veggente Benedetta Rencurel, ma più che altro cercammo di gustare e assaporare quello che il posto ci comunicava al di là delle parole. Silenzio, adorazione, accenni di vita eterna, incontro con l'infinito di Dio nelle cose armoniose che ci riempivano il cuore.
Tornato a casa, cercai altro materiale in lingua italiana, ma non mi riuscì di trovare nulla. Nacque così il desiderio, per altro accantonato per anni, soverchiato da un cumulo di cose da fare, di compiere io una ricerca, di scrivere qualcosa per chi volesse fare un pellegrinaggio in quel luogo, dal momento che le apparizioni sono riconosciute dalla Chiesa e la veggente è in processo di beatificazione.
Passarono gli anni, e Laus rimaneva solo un desiderio, un'immagine viva che non sbocciava, ma non se ne andava via.
Qualche tempo dopo mi ritrovai a parlare con un veterinario piemontese, Vittorio Obertino, membro laico della mia Comunità religiosa; mi disse che era un grande devoto di Laus, che vi andava appena poteva, e mi decantava il luogo come fonte di grandi grazie per la sua vita personale. Mi lamentai con lui che non vi fosse niente in italiano che illustrasse la storia delle apparizioni e la vita della veggente. Non disse nulla, ma dopo qualche mese mi contattò perché aveva trovato a Laus una sorta di dattiloscritto, non in commercio, nel quale era descritta per filo e per segno tutta la vicenda delle apparizioni. Gli risposi che, certo, era una buona cosa, ma si trattava pur sempre di un lavoro in francese e per di più non reperibile nelle librerie.
Il veterinario allora decise, tra una visita a una porcilaia e un trattamento sanitario alle vacche, di incaricarsi della traduzione di tutto il testo, senza sapere bene che cosa poi ne sarebbe venuto fuori. Lo incoraggiai, se non altro per poter poi leggere finalmente una storia documentata di quanto successo in quei cinquantaquattro anni di continue apparizioni.
Tale testo francese fu scritto nel 1996, da due persone: Marie-Agnes Vallart-Rossi e padre René Combal. Il titolo è: La fondatrice del santuario di Notre-Dame du Laus - laica del Terz'Ordine di san Domenico (1647-1718) - Biografia documentata. Questo testo si basa a sua volta su altre fonti: 1) L'Histoire critique du pélerinage de Notre-Dame du Laus et de la vie de Saeur Benoîte Rencurel, di padre Roger de Labriolle; 2) gli atti del convegno storico che si tenne a Notre-Dame du Laus nel 1978; 3) il documento di venticinque pagine indirizzato al Santo Padre Giovanni Paolo II e alla Congregazione delle cause dei santi da mons. Giovanni Papa, vice relatore generale alla Congregazione; 4) i Manoscritti di Laus, redatti nel 1850 sui testi di coloro che conobbero personalmente Benedetta Rencurel, e sui quali diremo qualcosa anche noi.
Il lavoro di Vallart-Rossi e Combal è veramente completo. Meriterebbe di essere pubblicato tutto così com'è, con i dovuti permessi di stampa da parte dei francesi, dal momento che, come detto, esso non è reperibile nelle librerie, né in Francia né in Italia.
Ma ha anche il limite, tale studio, di essere molto tecnico, quindi di riportare tanti dati storici che in un testo di carattere spirituale e divulgativo risultano pesanti, se non inutili. Si tratta di un'opera, quindi, destinata più che altro agli « addetti ai lavori ».
Ho pensato pertanto, con l'aiuto di alcuni amici, di prendere come base tale testo tradotto in italiano dal mio amico Vittorio Obertino e soprattutto dalla signora Elena Guasco di Biella e di ricavarne un libro che possa presentare il fenomeno di Laus nel modo più preciso possibile, ma senza eccessivi richiami storici, topografici e cronologici, che alla lunga distraggono, e comunque interessano meno.
Ne è venuto fuori questo libro che presentiamo ai lettori italiani. Il vantaggio è che ho potuto usufruire di una fonte assolutamente privilegiata, nuova, unica: il lavorone Vallart-Rossi e Combal, che mi dicono essere servito per dare un contributo decisivo per il riconoscimento ufficiale delle apparizioni da parte della Chiesa, avvenuto nel 2008, e probabilmente anche per accelerare la causa di beatificazione di Benedetta.
Ciò che riportiamo è quindi, se non inedito, certamente accertato, storico, sicuro, frutto di anni di ricerche sui manoscritti originali.
Non ho dovuto quindi fare altro che immergermi nella lettura della traduzione italiana del testo di Vallart-Rossi e Combal e cercare di coglierne il significato spirituale e teologico per i fedeli italiani che desiderano conoscere qualcosa di più a riguardo di questa apparizione.
La Madonna si presenta a lungo, parla e dice tante cose, e noi dobbiamo non saperne niente? No, non è possibile, né giusto lasciare Laus nel suo angolo di silenzio: è ora di far conoscere la figura meravigliosa di una Venerabile totalmente plasmata dalle parole continue della Vergine Maria e capire quale ricchezza può venirne per tutti noi.
Sono passati oltre trecento anni dalle apparizioni, ma il messaggio è di oggi e per oggi, perché in Dio vi è contemporaneità. « La storia - scrive Léon Bloy - è lo svolgimento di una trama d'eternità sotto occhi temporali e transitori. Noi siamo sempre nel secolo XV, come nel secolo X, come nel momento centrale dell'Immolazione del Calvario, come prima della venuta del Cristo. Gli eventi si svolgono sotto i nostri occhi come un immenso quadro. Solo la nostra visione è successiva »2.
La Madonna a Laus parla a noi, soprattutto oggi.
Lo scopo del libro è quello di far conoscere gli eventi e mettere il lettore sulla via di Laus, che è una via di eternità.
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1) Più tardi venni a sapere che esiste anche un libro del triestino don Vincenzo Mercante, stampato prima con le Edizioni Segno, poi ristampato con le Edizioni Villadiseriane, dal titolo: La veggente Benedetta Rencurel, Santuario di Laus. Tale testo è tuttora in commercio.
2) Léon Bloy, L'anima di Napoleone, Ediz. Medusa, Milano 2019, p. 6.
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