CAPITOLO 1 - Benedetta bambina, bambina benedetta
Fino alla morte di suo padre, Benedetta è una bambina felice e vivace. Dicono di lei che fosse allegra, sveglia, sbarazzina. Forse troppo, visto che, quando aveva otto mesi, in un momento di particolare agitazione la culla si rovesciò sopra di lei formando una sorta di gabbia; sarebbe morta soffocata se sua sorella Madeleine non l'avesse prontamente liberata. A diciotto mesi, gattonando, infilò la testa nell'inferriata della porta: dovettero romperla per liberarla (l'inferriata, non la testa). Qualche tempo dopo, si nascose sotto il letto dei genitori e s'incastrò così bene che dopo molti sforzi infruttuosi fu necessario farla uscire tirandola per i capelli, non senza dolore. Insomma, questa bambina non stava mai ferma. Gli storici cercarono gli episodi un po' più significativi e trovarono questi, che sono sicuramente autentici, anche perché li appresero dalla sua stessa voce. Si racconta che una volta intervenne anche il parroco per calmarla con qualche benedizione particolare, perché realmente la sua vivacità non lasciava i genitori troppo tranquilli...
Sono episodi senza importanza, questi, comuni all'infanzia probabilmente di tanti bambini, che non annunciano nulla di come sarebbe stata in seguito la vita di Benedetta, ma che ce la mostrano vivace, attiva, curiosa.
Nell'infanzia di Benedetta si collocano alcuni episodi, citati dai suoi primi biografi, che furono riferiti dalla stessa veggente. Si tratta di interventi un po' particolari, fuori dalle righe, che vedono la presenza di una misteriosa bella signora. Con quello che sarebbe successo poi a questa giovane, non c'è da stupirsi che si possa vedere in tali avvenimenti l'intervento della Madre di Dio, ma questo non è né sicuro né certo. L'inizio delle apparizioni riconosciute e autentiche va posto nel 1664, quando Benedetta ha diciassette anni; ma anche nell'infanzia, appunto, v'è qualcosa da segnalare, dal momento che questi fatti vengono riportati fedelmente e da fonti diverse.
Vediamoli.
II primo episodio risale al mercoledì delle ceneri del 1651 o del 1652. Benedetta aveva tre o quattro anni. Una bella signora, totalmente sconosciuta, arrivò improvvisamente nel villaggio e trovò i bambini vicino alla fontana con la faccia tutta sporca di fango, forse per « imitare » il rito delle sacre ceneri. Si sa come sono i bambini... La bella signora si avvicinò a Benedetta, le lavò il viso e la bocca, e raccomandò a tutti di essere buoni. Poi, come improvvisamente era arrivata, altrettanto rapidamente scomparve dalla loro vista.
Pochi anni dopo successe qualcosa di analogo: una distinta signora alta, vestita di bianco con un tessuto di pregio ricamato, passò per il villaggio e si fermò in alcune case dove erano morti dei bambini, chiedendo del pane. Le famiglie le diedero quel poco che potevano condividere (quindi anch'essi la videro) e quando il cesto fu pieno, lo portò a un povero del paese, di nome Trinquier, noto per essere molto pio; gli diede i pani e lo invitò a recitare tutti i giorni alcuni salmi penitenziali e le litanie dei santi. Benedetta e gli altri bambini l'avevano seguita, e per questo ricordarono l'episodio; la signora infatti poi si rivolse anche a loro, diede loro un po' di pane, per sparire subito dopo.
Si sa di un terzo intervento: una volta, Benedetta e la sorella Marie furono mandate dalla mamma al mulino di un paese vicino per portare a macinare il grano. Era inverno e la strada era a tratti ghiacciata; durante il tragitto l'asino scivolò; le bambine non riuscivano a rialzarlo in nessuna maniera, quand'ecco che la bella signora arrivò, si accostò a loro, le aiutò a sollevare (!) la povera bestia, e indicò loro anche un luogo dove sarebbero state accolte, in caso non avessero fatto in tempo a tornare a casa entro sera. Era una contadina del luogo? Una donna che veniva da un altro paese? Era la Vergine Maria? Non lo sappiamo.
Ci fidiamo del racconto che Benedetta fece in seguito. Colei che sarebbe diventata la grande penitente, colei la cui parola avrebbe smosso cuori induriti e che avrebbe combattuto a sangue col demonio, da bambina trovava naturale vedere di tanto in tanto questa bella signora, che l'aiutava nelle cose piccole, casalinghe, ordinarie. Ce la vedete voi la Madonna sollevare un somaro? Beh, fosse stata veramente lei, Benedetta la vide proprio in quest'opera.
Crescendo, Benedetta perse un po' quel carattere vivace e sbarazzino, mostrando un'indole più pacata, buona e generosa. Soprattutto imparò a pregare e ad amare la preghiera. All'età di sette anni circa, sentì un giorno il bisogno di andare a trovare una povera donna del paese che era molto ammalata e che aveva problemi gravi di comunicazione (era muta o qualcosa di simile). Convinse le sue amichette ad andare dall'inferma per pregare il rosario. Alla fine della preghiera, con sua grande sorpresa, la povera donna ricominciò a parlare.
Anche questo è un segno premonitore e rivelatore di quello che sarebbe successo, di lì a pochi anni, in quelle contrade: muti che tornavano a parlare, ciechi a vedere, zoppi a camminare. Proprio come nel Vangelo. Ma tutto questo, per il momento, sembra quasi normale, non suscita alcuno scalpore particolare.
Nel mese di agosto del 1657, la famiglia Rencurel si recò in pellegrinaggio a Saint-Sixte, un luogo molto venerato dagli abitanti della regione, dove c'era una cappella particolare; le acque del vicino torrente - si diceva - avevano fama di guarire dalla febbre e si andava laggiù a portare i bambini che ne soffrivano. Per arrivare al santuario bisognava attraversare il fiume Durance, che spesso era in piena. Nel viaggio di ritorno il cavo che governava il traghetto sovraccarico si ruppe per la forza del torrente ingrossato dal temporale, e la chiatta rimase in balia della corrente. Benedetta, tra la confusione, si mise a pregare e gridò a tutti di raccogliersi in preghiera. Che successe? La barca trovò una corrente più tranquilla e poté approdare senza pericolo.
Nello stesso periodo, accadde un altro episodio che Benedetta non dimenticherà per l'intera sua vita. Era stata mandata a raccogliere dell'erba dalle parti di Valserres, dove c'era una chiesa. La bambina vi entrò e passò molte ore davanti al tabernacolo, dimenticando il motivo per cui era andata in quel luogo. All'improvviso, tornando alla realtà, si accorse che si era ormai fatto buio e si mise a piangere, perché non aveva raccolto l'erba. Uscendo, però, trovò un fascio d'erba legato con la corda e se ne tornò felice al villaggio.
Questi episodi, che possono essere studiati dal punto di vista fenomenologico per valutare se vi sia stato un intervento dall'Alto o meno, sembrano rientrare in un quadro di « normalità » per la veggente. Anche padre Pio, da bambino, vedeva l'angelo custode, parlava con lui e pensava che tutti vedessero il proprio. Quando capì che non era così, evitò poi di parlarne, ma in un primo momento tali interventi erano giudicati, da questi cuori innocenti, come usuali, come niente affatto straordinari. I tre pastorelli di Fatima, prima di vedere la Vergine Maria nel 1917, ebbero alcune visioni e apparizioni di angeli, ma la cosa non li stupì più di tanto, al punto che non ne parlarono nemmeno in casa o ne parlarono senza particolare enfasi.
Beata innocenza…
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