CAPITOLO 1 - Infanzia e giovinezza
Benedetta Rencurel nacque il 16 settembre 1647 in un paesino che porta il nome di santo Stefano, primo martire: Saint-Étienne d'Avançon (oggi Saint-Étienne-le-Laus), nelle Alpi Marittime francesi. La città capoluogo del distretto è Gap; non siamo lontani da Grenoble (circa 100 chilometri), ma nemmeno da Marsiglia (circa 200 chilometri) e, al di là delle Alpi Marittime francesi, da Torino (non più di 150 chilometri). Il paese si trova a circa 900 metri d'altitudine, ben riparato dalle montagne, per cui fa freddo d'inverno, ma in primavera e in estate il clima è assai gradevole.
Centocinquant'anni dopo le apparizioni di Laus la Vergine tornò da quelle parti, a La Salette, non lontano (circa 55 chilometri). Ma mentre a Laus l'apparizione durò tutta la vita della veggente, a La Salette la Madonna si fece vedere una sola volta, il 19 settembre 1846. Si assomigliano tra loro i veggenti delle due manifestazioni mariane, Melania e Massimino a La Salette, Benedetta a Laus: tutti e tre sono pastori, tutti e tre incontrano la Madonna mentre custodiscono gli animali loro affidati, tutti e tre sono adolescenti, tutti e tre sono analfabeti.
A ben vedere, non è lontano nemmeno Ars, che vide la presenza del santo Curato Giovanni Maria Vianney (1786-1859), e poco più in là ancora ecco Annecy e i luoghi di santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690), di san Claude de la Colombière (1641-1682), di san Francesco di Sales (1567-1622), questi ultimi tutti contemporanei di Benedetta Rencurel... Zona santa, dunque, questa della Francia sud-orientale del XVII e XVIII secolo.
Non solo quella zona transalpina vide una fioritura di santi in quel periodo, ma tutta la Francia fu terra di santità mentre era in vita Benedetta; praticamente coetanei della nostra Venerabile furono san Giovanni Battista de La Salle (1651-1719), fondatore dell'Ordine «Fratelli delle scuole cristiane», e lo straordinario missionario itinerante san Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716), innamorato di Maria Santissima come pochi altri; poi al tempo di Benedetta erano in vita e operanti in Francia san Vincenzo de' Paoli (1581-1660) e santa Luisa di Marillac (1591-1660); san Giovanni Eudes (1601-1680), ardente apostolo del culto liturgico ai sacri Cuori di Gesù e di Maria, fondatore della « Congregazione di Gesù e di Maria », ed erano pure contemporanei, anche se non viventi in Francia, i connazionali san Jean de Brébeuf (1593-1649), gesuita ucciso in Canada dopo aver fatto « voto di martirio », e la grande mistica santa Maria dell'Incarnazione (1599-1672), canonizzata nel 2014 dal papa Francesco, orsolina missionaria anch'essa in Canada.
Di tutti questi luoghi e nomi, il meno noto è proprio il nostro, quello di Benedetta Rencurel e poco conosciute sono le apparizioni della Madonna a Laus, nonostante che all'epoca si siano mosse masse ingenti di pellegrini per andare al luogo delle apparizioni e per conoscere di persona la veggente. Poi venne la Rivoluzione francese, che spazzò via ogni cosa, o per lo meno ci provò, e il posto fu un po' dimenticato. Solo nella seconda metà del '900 la vicenda di Laus fu valorizzata di nuovo, fino ad arrivare al riconoscimento ufficiale delle apparizioni da parte della Chiesa, avvenuto il 4 maggio 2008.3
Sono i misteri dei tempi, dei luoghi, degli spazi di Dio. Quando si sparse la voce che a Ghiaie di Bonate (provincia di Bergamo) la Vergine appariva a una bambina, nonostante si fosse in tempo di guerra (1944), nell'ultima apparizione si calcola che fossero presenti circa 400.000 persone, più del quintuplo rispetto alla grandiosa apparizione di Fatima con il miracolo del sole (13 ottobre 1917). Eppure, mentre Fatima tutti sanno cosa sia e dove sia, oggi di Ghiaie di Bonate non si ha memoria.
Certo, questo silenzio su Laus stupisce. Possibile che i santi del tempo non abbiano saputo niente? Eppure non v'è nemmeno una riga nelle lettere, che so, di san Vincenzo de' Paoli, non si trovano accenni di questa apparizione in alcun documento ufficiale della Chiesa francese; grandi predicatori come il cardinal Félix Dupanloup, Léonce de Grandmaison e altri non ne parlano mai, il santo Curato d'Ars conosce La Salette ma ignora Laus.
Come mai questa invisibilità? Cercheremo di rispondere alla domanda dopo aver analizzato che cosa successe realmente a Laus.
3) Nella quarta di copertina del libro Nostra Signora di Laus, dell'Editrice Shalom, viene riportata la suggestiva frase: « La Chiesa, sempre cauta e riflessiva, ha riconosciuto nel corso della storia 11 apparizioni su 295 sottoposte ad indagine: Laus è la dodicesima! ».

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